Premio di Grafica Pietro Parigi
La grafica come ricerca, confronto e sperimentazione
Il Premio di Grafica Pietro Parigi per le Accademie di Belle Arti nasce nel 2002 e prende il nome da Pietro Parigi (Calenzano, 1892 – Firenze, 1990), artista dedito alla grafica d’arte e, in particolare, alla xilografia.
Il Premio nasce con l’intento di far conoscere la figura e l’opera di Pietro Parigi all’interno delle Accademie di Belle Arti, istituzioni di alta formazione artistica presenti su tutto il territorio nazionale.
L’iniziativa si propone di raccogliere e valorizzare le istanze della ricerca artistica contemporanea, mettendosi anche in dialogo critico con i criteri che spesso caratterizzano le numerose occasioni espositive e di riconoscimento artistico. L’obiettivo è rendere visibili esperienze e aree di produzione che rischiano di rimanere in secondo piano o di essere schiacciate dal peso della tradizione.
In questa prospettiva, fin dalla prima edizione, abbiamo cercato di coinvolgere persone attivamente impegnate nel mondo dell’arte contemporanea: artisti, critici, curatori e docenti, chiamati a contribuire al confronto e alla riflessione sulla grafica d’arte e sulle sue relazioni con la ricerca artistica contemporanea.
Le giurie
In occasione della prima edizione del Premio, nel 2002, si è svolta anche una tavola rotonda dal titolo La grafica e l’arte contemporanea. I partecipanti al dibattito hanno fatto parte anche della giuria, composta da Antonio Catelani (artista), Laura Culpan (curatrice), Ilaria Mariotti (critica d’arte e curatrice), Paolo Parisi (artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti), Gianni Pozzi (critico d’arte, giornalista e docente presso l’Accademia di Belle Arti), Maria Fabiola Ungredda (artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti) e Giovanni Surace (artista, docente presso l’Accademia di Belle Arti, ideatore e curatore del Premio).
Nel 2004, la giuria era composta da Marco Bagnoli (artista), Silvia Lucchesi (storica dell’arte e docente universitaria) e Sergio Risaliti (critico d’arte e curatore).
Nel 2006, la giuria era composta da Mario Airò (artista), Pietro Gaglianò (critico d’arte e curatore) e Pier Luigi Tazzi (critico d’arte e curatore).
Nel 2008, la giuria era composta da Lelio Aiello (curatore e docente presso l’Accademia di Belle Arti), John Duncan (artista e curatore) e Alberto Mugnaini (critico d’arte e curatore).
Nel 2010, la giuria era composta da Bianco-Valente (artisti), Alba Braza (curatrice) e Lia Pantani (artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti).
Nel 2012, la giuria era composta da Lorenzo Bruni (critico d’arte e curatore indipendente) e Luigi Carboni (artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti).
Nel 2014, la giuria era composta da Giacinto Di Pietrantonio (direttore della GAMeC di Bergamo e docente presso l’Accademia di Belle Arti) e vedovamazzei (duo artistico).
Nel 2016, la giuria era composta da Fabio Cavallucci (direttore del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato) e Cesare Pietroiusti (artista).
Nel 2018, la giuria era composta da Christiane Löhr (artista) e Arabella Natalini (curatrice).
Nel 2022, la giuria era composta da Elena Magini (curatrice) e Davide Rivalta (artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti).
Nel 2024, la giuria era composta da Regan Wheat (artista) e Matteo Innocenti (curatore indipendente).
Nel 2026, la giuria è composta da Eugenia Vanni (artista) e Silvia Bellotti (curatrice presso Il Bisonte, Firenze).
Pietro Parigi
Segni, immagini, memoria
Pietro Parigi è stato una figura significativa della grafica d’arte italiana del Novecento, legata alla tradizione fiorentina dell’incisione e alla storia del libro illustrato.
Nato a Settimello, nel territorio di Calenzano, il 20 settembre 1892, morì a Firenze il 5 ottobre 1990, all’età di 98 anni.
La sua attività artistica si è sviluppata attraverso diverse forme espressive. Accanto alla produzione incisoria, si è dedicato in particolare alla xilografia, all’illustrazione libraria e alla grafica editoriale, lavorando anche alla realizzazione di manifesti. La sua opera testimonia una costante attenzione al rapporto tra immagine, cultura e spiritualità, con particolare evidenza nei lavori legati all’editoria e alla comunicazione religiosa.
Il percorso di Parigi rappresenta una testimonianza significativa della ricchezza della grafica d’arte italiana del Novecento e del ruolo svolto dall’incisione nella cultura visiva del periodo.
Una parte importante della sua eredità artistica è conservata a Firenze, presso la Basilica di Santa Croce, dove la Mostra permanente Pietro Parigi raccoglie e documenta opere e materiali legati alla sua attività.
La donazione delle cartelle xilografiche
Per volontà di padre Massimiliano Rosito, direttore della rivista Città di Vita, alcune cartelle xilografiche di Pietro Parigi sono state donate al Comune di Calenzano. Una parte di queste opere è esposta all’ingresso della nuova sede comunale.