Campi elettromagnetici, il Sindaco scrive alla Regione

Chiede di intercedere con Governo e Parlamento per bloccare gli emendamenti che vogliono alzare i limiti e abolire il piano comunale

13 ottobre 2021 – Il Sindaco Riccardo Prestini ha scritto alla Regione Toscana affinché si faccia portavoce presso il Governo e il Parlamento, delle preoccupazioni e della contrarietà del nostro Comune in merito ad alcuni emendamenti riguardo i limiti dei campi elettromagnetici, presentati nella fase di conversione in legge del DL Semplificazioni 77/21.

Attualmente i limiti dei campi elettromagnetici sono regolati dalla legge regionale 49/2001, che attribuisce ai Comuni la funzione di elaborare, approvare ed aggiornare il Programma Comunale degli impianti, attraverso il quale si definisce la localizzazione degli impianti.

Il Programma Comunale degli impianti – scrive il Sindaco - permette al Comune di rispondere in maniera efficace e al tempo stesso sostenibile alle esigenze delle compagnie di telecomunicazione pur tutelando la popolazione, secondo gli obiettivi di sviluppo delle reti, senza preclusione dei servizi e minimizzando i rischi per la popolazione”.

Le norme inserite in sede di conversione del DL Semplificazioni prevedono invece l’innalzamento dei limiti dei campi elettromagnetici dagli attuali 6 V/m a valori stimabili tra 47 e 61 V/m, e l’eliminazione della possibilità per il Comuni di regolamentare il posizionamento degli impianti sul territorio, tramite il proprio Piano comunale, anche al fine di minimizzare l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici.

Tali modifiche stravolgono in maniera molto significativa le prerogative dei Comuni nel governo del territorio e nella loro capacità decisionale – spiega il Sindaco –: di fatto costituiscono un tentativo di sottrarre ai Comuni la possibilità di governare la tematica con strumenti efficaci. La richiesta di innalzamento dei limiti viene giustificata dalla necessità di tutelare la concorrenza e consentire la realizzazione delle reti 5G: in termini di realizzazione delle torri, significa poter ospitare sulle strutture esistenti quanti più operatori possibile, e questo anche a discapito dei livelli di emissione e del rischio per la popolazione”.

Inoltre, limiti più alti significa infatti la possibilità, per i gestori delle torri, di ospitare su meno pali molti più operatori, a discapito anche degli investimenti nelle aree meno coperte dal servizio.

Innalzare i limiti e sottrarre la facoltà della minimizzazione del rischio per la popolazione ai Comuni – scrive il Sindaco -, che grazie a piani tecnicamente validi riescono a garantire anche la fruibilità dei servizi, significherebbe di fatto consegnare i territori alle compagnie che realizzano le torri”.

Per questi motivi, chiediamo di far arrivare la voce degli Amministratori locali presso Governo e Parlamento, attivando tutti i canali di comunicazione con il legislatore al fine di partecipare attivamente alla fase di confronto su questi temi così strategici per il futuro del Paese.