Versare l'imposta municipale propria (IMU)

Versare l'imposta municipale propria (IMU)

IMU è l'acronimo di "Imposta Municipale Propria" (quella che una volta si chiamava "ICI").

L'imposta è stata introdotta con il Decreto legislativo 14/03/2011, n. 23 e la sua applicazione è stata anticipata al 2012 dal Decreto legge 06/12/2011, n. 201. Nel corso degli anni è stata oggetto di diverse revisioni normative, e attualmente è disciplinata dalle disposizioni di cui alla Legge 27/12/2019, n. 160, art. 1, com. 739-783.

Dal 2020 l'IMU riunisce in un’unica imposta sia la precedente IMU sia la TASI, mantenendo però struttura e impostazione fiscale dei vecchi tributi: la nuova IMU mantiene infatti l’esenzione già prevista per IMU e TASI per la prima casa definita come abitazione principale. 

L’IMU è interamente destinata al Comune, a eccezione dell'imposta relativa agli immobili classificati nel gruppo catastale D, cioè immobili a uso produttivo, come capannoni, alberghi, ecc. da versare allo Stato (l'eventuale aumento dell'aliquota base stabilito dal Comune spetta al Comune stesso).

Approfondimenti

Su quali immobili si deve pagare? Chi la deve pagare?

L'IMU è dovuta in caso di possesso di immobili esclusa l’abitazione principale o assimilata (salvo quelle in categoria A/1, A/8 o A/9).

I soggetti passivi dell’imposta sono i possessori di immobili, intendendosi per tali il proprietario ovvero il titolare del diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie sugli stessi.

Non si paga l’IMU sull'abitazione principale e le relative pertinenze:

  • per "abitazione principale" si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente
  • per "pertinenze dell’abitazione principale" si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità a uso abitativo.

Sono considerate abitazioni principali anche (Legge 27/12/2019, n. 160, art. 1, com. 740):

  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari
  • le unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa destinate a studenti universitari soci assegnatari, anche in assenza di residenza anagrafica
  • i fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal Decreto Ministeriale 22/04/2008, adibiti ad abitazione principale
  • la casa famigliare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso
  • un solo immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, posseduto, e non concesso in locazione, dal personale in servizio permanente appartenente alle Forze armate e alle Forze di polizia a ordinamento militare e da quello dipendente delle Forze di polizia a ordinamento civile, nonché dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e, fatto salvo quanto previsto dal Decreto legislativo 19/05/2000, n. 139, art. 28, com. 1, dal personale appartenente alla carriera prefettizia, per il quale non sono richieste le condizioni della dimora abituale e della residenza anagrafica
  • l’unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in Istituti di ricovero o sanitari, a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata. La predetta agevolazione può essere applicata per una sola unità immobiliare.

Continuano a essere assoggettate all'IMU le abitazioni principali delle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 e le relative pertinenze.

Occorre inoltre presentare la dichiarazione IMU:

  • quando ci sono state variazioni rispetto alle dichiarazioni ICI o IMU già presentate
  • quando si sono verificate variazioni che non sono conoscibili dal Comune (e quindi il Comune non è comunque in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria)
  • per tutto quello che riguarda le aree edificabili (acquisto, cessione, terreno agricolo che diventa area fabbricabile, area che diventa edificabile a seguito di demolizione del fabbricato)
  • per l'applicazione di aliquote agevolate
  • per fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita, cosiddetti "beni merce"
  • per gli immobili che sono stati oggetto di atti per i quali non è stato utilizzato il MUI (modello unico informatico).

Per conoscere nel dettaglio i casi in cui la dichiarazione IMU va presentata, consulta il paragrafo 1.3 della guida ministeriale.

Come si calcola?

La base per calcolare l'IMU è data dalla rendita catastale (così come risulta dalla visura catastale).

La rendita va rivalutata del 5% e moltiplicata per il coefficiente della categoria catastale dell'Immobile.

Si ottiene così l'imponibile ai fini IMU, che va moltiplicato per l'aliquota deliberata dal Comune per quella categoria di immobile.

Esempio:

Appartamento categoria A/02 (abitazioni di tipo civile)
Rendita catastale da visura: 721,75 €
Rendita rivalutata: 721,75 € x 5% = 757,84 €
Coefficiente della categoria catastale: 757,84 € x 160 = 121.256,40 €
Imponibile IMU: 121.256,40 € x l'aliquota deliberata dal Comune.

L'importo va rapportato ai mesi di possesso e alla percentuale di possesso dell'immobile.

Quando si paga?

L’IMU deve essere versata in due rate, il 16 giugno e il 16 dicembre, ma si può decidere anche di pagare in un’unica soluzione entro il 16 giugno.

Le scadenze che cadono di sabato o in un giorno festivo sono rinviate al primo giorno lavorativo successivo.

Come si paga?

L'IMU si deve pagare con versamento diretto, utilizzando il modello F24 che prevede una apposita sezione e deve essere compilato un rigo per ogni Comune in cui si posseggano degli immobili. Devono essere indicati:

  • il codice del tributo (reperibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate)
  • il codice catastale del Comune destinatario del pagamento (reperibile sul sito dell'Agenzia delle Entrate)
  • il numero dei fabbricati posseduti in quel Comune
  • per gli immobili classificati nel gruppo D va distinta la quota destinata allo Stato e quella destinata al Comune
  • se si tratta di versamento in acconto oppure a saldo
  • l'anno di riferimento
  • le detrazioni per l'abitazione principale (categorie A/1, A/8 e A/9)
  • l'importo dovuto.
Quando si presenta la dichiarazione?

È obbligatorio presentare la dichiarazione IMU nei seguenti casi:

  • quando ci sono state variazioni rispetto alle dichiarazioni ICI o IMU già presentate
  • quando si sono verificate variazioni che non sono conoscibili dal Comune (e quindi il Comune non è comunque in possesso delle informazioni necessarie per verificare il corretto adempimento dell’obbligazione tributaria)
  • quando le modifiche che determinano un diverso importo dell'imposta dovuta sono relative a riduzioni d'imposta (come nel caso dei fabbricati di interesse storico o artistico o nel caso e dei fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, dei terreni agricoli o terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola). Le riduzioni vanno dichiarate sia quando si acquista che quando si perde il relativo diritto
  • per gli immobili che sono stati oggetto di atti per i quali non è stato utilizzato il MUI (modello unico informatico)
  • quando il contribuente non ha chiesto gli aggiornamenti della banca dati catastale.

Per un'elencazione esaustiva, consulta le istruzioni ministeriali.

Applicazione agevolazioni

La normativa nazionale prevede l'applicazione di aliquote agevolate per alcune casistiche particolari.

Se si ricorre in queste casistiche occorre allegare alla dichiarazione IMU apposita documentazione.

Immobile storico, inagibile o inabitabile

La base imponibile è ridotta del 50% (Legge 27/12/2019, n. 160, art. 1, com. 747):

  • per i fabbricati di interesse storico o artistico di cui al Decreto legislativo 22/01/2004, n. 42, art. 10.
  • per i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni. L’inagibilità o inabitabilità è accertata dall’ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, da allegare alla dichiarazione. In alternativa, il contribuente può presentare una dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà con cui attesta di essere in possesso della dichiarazione di inagibilità o inabitabilità, come indicato, del fabbricato, redatta e sottoscritta da un tecnico abilitato.

Alla condizione di degrado di un immobile può porsi rimedio unicamente mediante interventi di ristrutturazione o di demolizione e mai con interventi di manutenzione.

Immobile in comodato a uso gratuito

La base imponibile è ridotta del 50% per le unità immobiliari, ad eccezione di quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda una sola abitazione in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato (Legge 27/12/2019, n. 160, art. 1, com. 747).

Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9. Il beneficio si estende in caso di morte del comodatario al coniuge di quest’ultimo in presenza di figlio minori.

Immobile a canone concordato

Per le abitazioni locate a canone concordato di cui alla Legge 09/12/1998, n. 431 l’imposta, determinata applicando l’aliquota stabilita dal Comune è ridotta al 75%.

Applicazione agevolazioni a seguito dell'emergenza sanitaria Covid-19

Decreto legge 14/08/2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla Legge 17/07/2020, n. 126

Gli immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli godono dell’esenzione dal pagamento dell’imposta per le annualità 2021 e 2022 a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività esercitate (Decreto legge 14/08/2020, n. 104, art. 78, com. 3, convertito con modificazioni dalla Legge 17/07/2020, n. 126).

Legge 30/12/2020, n. 178

In considerazione degli effetti connessi all’emergenza epidemiologica da Covid-19, per l’anno 2021 non è dovuta la prima rata dell’imposta municipale propria relativa a (Legge 30/12/2020, n. 178, art. 1, com. 599):

  • immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali
  • immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate
  • immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni
  • immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili, a condizione che i relativi soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Attenzione: come indicato nelle faq pubblicate sul sito del Ministero delle Finanze, possono beneficiare dell’esenzione solo le attività svolte in forma di impresa, con la conseguente esclusione dal beneficio per gli immobili gestiti da persona fisica senza alcuna forma imprenditoriale connotata da attribuzione di partita IVA.

A partire dall’anno 2021 per una sola unità immobiliare a uso abitativo, non locata o data in comodato d’uso, posseduta in Italia a titolo di proprietà o usufrutto da soggetti non residenti nel territorio dello Stato che siano titolari di pensione maturata in regime di convenzione internazionale con l’Italia, residenti in uno Stato di assicurazione diverso dall’Italia, l’imposta municipale propria è applicata nella misura della metà (Legge 30/12/2020, n. 178, art. 1, com. 48).

Conversione del Decreto Legge 22/03/2021, n. 41 con la Legge 21/05/2021, n. 69

In considerazione del perdurare degli effetti connessi all’emergenza sanitaria da Covid-19, è disposta l’esenzione dal pagamento della prima rata IMU 2021 per gli immobili posseduti da soggetti passivi titolari di partita IVA, residenti o stabilititi in Italia, che svolgono attvità di impresa arte o professione o producono reddito agrario (stessi soggetti beneficiari del contributo a fondo perduto in favore degli operatori economici previsti dal Decreto Legge 22/03/2021, n. 41), nei quali, gli stessi soggetti passivi, esercitano le attività di cui siano anche gestori.

Questi soggetti devono essere titolari di reddito agrario o con ricavi o compensi non superiori a 10.000.000,00 € nel periodo di imposta 2019 e con l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 inferiore almeno del 30% rispetto al medesimo dato del 2019 (quest’ultimo requisito non è richiesto per le attività che hanno avuto inizio dal 1° gennaio 2019).

Sono esclusi dal beneficio:

  • gli enti pubblici (organi e amministrazioni dello Stato, compresi quelli a ordinamento autonomo, anche se dotati di personalità giuridica, i Comuni, i consorzi tra enti locali, le associazioni e gli enti gestori di demanio collettivo, le Comunità Montane, le Province e le Regioni), i soggetti intermediari (banche, società finanziarie, confidi, ecc.) e le società di partecipazione
  • le imprese, arti e professioni e le attività agricole cessate alla data del 23 marzo 2021 oppure avviate dopo il 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del Decreto Legge 22/03/2021, n. 41).

Conversione del Decreto Legge 25/05/2021, n. 73 con la Legge 23/07/2021, n. 106

Le unità immobiliari possedute da persone fisiche e concesse in locazione a uso abitativo, se il possessore ha ottenuto in proprio favore una convalida di sfratto per morosità entro il 28 febbraio 2020, la cui esecuzione è sospesa sino al 30 giugno 2021, oppure successivamente al 28 febbraio 2020, la cui esecuzione è sospesa fino al 30 settembre 2021 o fino al 31 dicembre 2021, godono dell’esenzione dal pagamento dell’imposta per l'annualità 2021.

Chiarimenti in merito a lavoratori agricoli pensionati, coadiuvanti e società agricole

Il Decreto legge 14/08/2020 n. 104, n. 78-bis ha fornito interpretazioni autentiche (con effetti retroattivi) di alcune norme riguardanti i lavoratori agricoli pensionati, i coadiuvanti e le società agricole.

Coadiuvanti

I familiari coadiuvanti del coltivatore diretto, appartenenti al medesimo nucleo familiare, iscritti nella gestione assistenziale e previdenziale agricola quali coltivatori diretti, beneficiano della disciplina fiscale dei titolari dell’impresa agricola al cui esercizio partecipano attivamente (Legge 31/12/2018, n. 145, art. 1).

Soci di società di persone

Ai soci delle società di persone esercenti attività agricole, in possesso della qualifica di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale si riconoscono e si applicano le agevolazioni tributarie stabilite dalla normativa vigente a favore delle persone fisiche con qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (Decreto legislativo 18/05/2001, n. 228, art. 9)

Lavoratori agricoli pensionati

Si considerano coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali anche i pensionati che continuano a svolgere la propria attività in agricoltura e mantengono l’iscrizione nella gestione previdenziale e assistenziale agricola.

Dichiarazione IMU degli enti non commerciali

Gli enti non commerciali devono presentare entro il 30 giugno la dichiarazione IMU il cui modello verrà approvato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze. Nel frattempo i contribuenti devono continuare a utilizzare il modello di dichiarazione di cui al Decreto Ministeriale 26/06/2014.

La dichiarazione va inviata, per ogni anno di imposta, esclusivamente per via telematica, al Dipartimento delle Finanze secondo le specifiche tecniche pubblicate sul sito del Ministero delle Finanze.

I soggetti tenuti alla dichiarazione sono solo gli enti non commerciali che posseggono immobili oggetto dell’esenzione di cui al Decreto legislativo 30/12/1992, n. 504, art. 7, com. 1, let. i. Pertanto, gli enti non commerciali che possiedono solo immobili che non rientrano in tale fattispecie di esenzione devono presentare la dichiarazione ordinaria.

Per ulteriori informazioni, consulta il sito del Ministero delle Finanze.

In Comune di Calenzano…

Dal 2020, la nuova I.Mu.P. riunisce in un'unica imposta sia l'I.Mu.P. che la Ta.S.I., mantenendo però struttura e impostazione fiscale dei vecchi tributi: la nuova I.Mu.P. conserva infatti l'esclusione, già prevista per I.Mu.P. e Ta.S.I. relativamente all'abitazione principale di categoria catastale diversa da A/1, A/8 e A/9.

A seguito dell'Emergenza COVID-19 è stata introdotta dall’art. 177, comma 1, lettere b) e b-bis), del D.L. n. 34/2020, convertito nella Legge n. 77/2020 l'esenzione dell’acconto d’imposta per gli immobili destinati a strutture turistiche-ricettive e per gli immobili di categoria catastale D utilizzati da imprese per allestimenti espositivi di eventi fieristici o manifestazioni a condizione che venga presentata la dichiarazione della nuova IMU 2020, entro il termine del 30/06/2021, nella quale devono essere indicate le unità che il soggetto passivo, in qualità anche di gestore/titolare dell’attività cui è correlato il benefico, ha utilizzato per l’esercizio della stessa.

 

Esenzione Saldo IMU 2020

Il decreto Agosto (art. 78 D.L. n. 104/2020) ha previsto una serie di esoneri per il versamento del Saldo IMU 2020, alcuni dei quali sono a completamento di quanto già disposto per la rata di giugno dal D.L. n. 34/2020, convertito nella Legge n. 77/2020, mentre altri riguardano categorie economiche non ancora interessate da provvedimenti di questo tipo.

Di seguito si elencano le fattispecie di immobile esentate dal versamento del saldo 2020 (già esentati per l'acconto 2020):

- Immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali;
- Immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (alberghi e pensioni con fine di lucro) e relative pertinenze, quelli degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù,   dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi; da segnalare che, con il decreto Agosto, è stato disposto che l’esenzione per le pertinenze, vale anche per la prima rata (nel decreto Rilancio ciò non era stato previsto);
- Immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell'ambito di eventi fieristici o manifestazioni.

La condizione, che è sempre presente in tutte le disposizioni di cui si parla, è che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate (fanno solamente eccezione gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali e mmobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell'ambito di eventi fieristici o manifestazioni).

Il decreto Agosto ha previsto anche nuove esclusioni con effetto solo sul saldo 2020, ovvero:

- Immobili rientranti nella categoria catastale D3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli (esentati fino all'anno di imposta 2022);
- Immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili.

Con i Decreti Ristori (D.L. n. 137/2020) e Ristori bis (D.L. n. 149/2020), l’esonero per il versamento della rata del Saldo 2020 è stato esteso ad altre categorie economiche.

Nel dettaglio, con il Ristori (art. 9 del D.L. n. 137/2020), è stato abolito il versamento per gli immobili e le relative pertinenze in cui si svolgono le attività imprenditoriali interessate dalla sospensione disposta con il D.P.C.M. 24 ottobre 2020.

Si tratta delle categorie economiche riportate nell’Allegato 1 al decreto, le stesse categorie che beneficiano del contributo a fondo perduto (settori della ricettività alberghiera, della ristorazione e somministrazione di cibi e bevande, del turismo, dello sport e dello spettacolo, della cultura e dell’organizzazione di fiere e altri eventi).

E come per quella misura, anche per il versamento dell’IMU, l’esonero si applica a prescindere dalla collocazione territoriale dell’attività (quindi, sia in zona rossa che arancione o gialla).

Anche in questo caso, l’agevolazione spetta a condizione che il soggetto passivo sia gestore delle attività esercitate negli immobili medesimi.

Per fruire delle esenzioni sopra indicate dev'essere presentata la dichiarazione I.Mu.P. 2020, entro il termine del 30/6/2021, indicando nelle annotazioni la norma che dà diritto all'agevolazione.

 

Esenzione Acconto IMU 2021

Ai sensi della Legge di Bilancio 2021 (art. 1, commi 599-601) sono esentati dall'acconto IMU 2021:

a) immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonchè immobili degli stabilimenti termali;
b) immobili rientranti nella categoria catastale D/2 e relative pertinenze, immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed and breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi soggetti passivi, come individuati dall'art. 1, comma 743, legge n. 160/2021, siano anche gestori delle attività ivi esercitate.
c) immobili rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell'ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
d) immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night club e simili, a condizione che i relativi soggetti passivi, come individuati dall'art. 1, comma 743, legge n. 160/2019, siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

La condizione, che è sempre presente in tutte le disposizioni di cui si parla, è che i soggetti passivi siano anche gestori delle attività ivi esercitate (fanno solamente eccezione gli immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché immobili degli stabilimenti termali).

Per fruire delle esenzioni sopra indicate dev'essere presentata la dichiarazione I.Mu.P. 2021, entro il termine del 30/6/2022,  indicando nelle annotazioni la norma che dà diritto all'agevolazione.

Inoltre, con il Decreto Sostegni (D.L. n. 41/2021), in base alle disposizioni contenute nell'art. 6-sexies, sono esentati dall'acconto IMU 2021:

e) i destinatari del contributo a fondo perduto disposto dall'art. 1, commi 1- 4 dello stesso decreto Sostegni, cioè alcuni soggetti passivi titolari di partita IVA che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario.

Dalla lettura del combinato disposto degli artt. 6-sexies, commi 1 e 2, e 1, commi 1, 2, 3 e 4, del D.L. n. 41/2021, convertito nella n. 69/2021, emerge che l'esenzione dell'acconto I.Mu.P. 2021 in favore dei soggetti titolari di partita I.V.A., di cui al punto e), spetta solo se:

1) il soggetto passivo dell'imposta coincide con il titolare dell'attività esercitata nell'immobile: in altri termini il contribuente e chi utilizza l'immobile per l'attività produttiva devono essere la stessa persona giuridica;

2) l'importo dei ricavi, da cessione di beni o prestazioni di servizi, conseguiti nel secondo semestre 2019, dall'impresa beneficiaria della misura agevolativa, non dev'essere superiore a € 10.000.000,00;

3) la media mensile del fatturato 2020, realizzata dall'impresa, dev'essere inferiore almeno del 30% della media mensile del fatturato 2019.

Per fruire dell'esenzione dev'essere presentata la dichiarazione I.Mu.P. 2021, entro il termine del 30/6/2022, indicando nelle annotazioni la norma che dà diritto all'agevolazione.

 

L’IMU è inoltre disciplinata dallo specifico regolamento comunale, approvato con Deliberazione del Consiglio comunale 28/07/2020, n. 87.

In particolare, come concesso dalla Legge 22/06/2016, n. 112, art. 6, com. 8, l'aliquota di competenza comunale è ridotta del 50% per gli immobili:

  • conferiti in Trust
  • trasferiti in fondi speciali composti di beni sottoposti a vincolo di destinazione di cui il Regio Decreto 16/03/1942, n. 262, art. 2645-ter istituiti al fine di favorire l’inclusione sociale, la cura e l’assistenza delle persone con disabilità grave.

Le aliquote sono definite in dettaglio dalla Deliberazione del Consiglio comunale 30/03/2021, n. 33 

 

Casi particolari

Abitazioni locate a titolo di abitazione principale ai sensi della Legge 431/1998 art. 2, comma 3 (affitti calmierati)

Esclusi i casi che già risultano registrati nelle banche dati dell'ente, per poter usufruire dell'aliquota agevolata, il soggetto passivo deve presentare specifica richiesta al Servizio Tributi entro il 31 dicembre dell'anno che interessa utilizzando l'apposito modello e allegando copia del contratto di locazione registrato (o una dichiarazione sostitutiva di atto notorio che attesta le condizioni della locazione e gli estremi di registrazione del contratto).

In relazione allo stato di emergenza sanitaria per contrastare il contagio da COVID-19, solo per l’anno d’imposta 2020, l’aliquota agevolata e la correlata riduzione Statale dell’imposta del 25%, sono estese anche ai contratti di locazione a libero mercato (stipulati ai sensi dell’art. 2, comma 1, della Legge n. 431/1998), a condizione che il canone degli stessi:

  • sia ridotto per un periodo di almeno sei mesi, all’importo del canone previsto dall’Accordo Territoriale per i contratti a canone calmierato (stipulati ai sensi dell’art. 2, comma 3, della Legge n. 431/1998), depositato l’1/7/2020 presso il Comune di Calenzano;
  • sia ridotto per un periodo di almeno sei mesi, del 10%, qualora il canone a libero mercato sia già pari o inferiore a quello risultante dall’applicazione del suddetto Accordo.

Le agevolazioni Comunale e Statale sono riconosciute limitatamente ai mesi per i quali è stato applicato il canone calmierato, e comunque non oltre il 31/12/2020; tale termine è tuttavia prorogabile per il successivo anno, previa approvazione sia del bilancio di previsione che delle aliquote dell’imposta per il relativo esercizio finanziario.
L’applicazione del canone calmierato, con riconoscimento dei benefici al massimo fino al 31/12/2020, fatta salva eventuale proroga, deve risultare da istanza-dichiarazione da produrre su apposito modello messo a disposizione dal Servizio Tributi del Comune, corredata del contratto di locazione stipulato ai sensi dell’art. 2, comma 1, della Legge n. 431/1998, in data antecedente all’1/7/2020 e regolarmente registrato presso gli Uffici Territoriali di Agenzia delle Entrate, e della scrittura privata debitamente registrata, comprovante l’applicazione della riduzione del canone di locazione per un periodo non inferiore a 6 (sei) mesi.
Per fruire di entrambe le agevolazioni, la suddetta istanza-dichiarazione deve essere prodotta, pena decadenza, entro il 31/12/2020; se essa è presentata dopo tale data, e comunque non oltre il 30/6/2021 (termine della dichiarazione I.Mu.P. 2020) sarà riconosciuta solo la riduzione Statale dell’imposta, calcolata con l’aliquota ordinaria. 
L’agevolazione Comunale è riconosciuta anche se l’inquilino non ha trasferito la residenza nell’abitazione locata.
Alla cessazione dell’applicazione del canone ridotto, il contribuente deve presentare relativa comunicazione indicante il periodo durante il quale è stato applicato il minor canone.

Abitazioni concesse in comodato gratuito a parenti e affini

Per le abitazioni concesse in comodato gratuito ai parenti fino al 2° grado (genitori, figli, nonni, nipoti, fratelli) e/o agli affini di 1° grado (suoceri con  generi  e  nuore,  patrigno  e  matrigna  con  figliastri),  il  soggetto  passivo  d’imposta  deve presentare al Servizio Tributi del Comune, pena l’esclusione dal beneficio, entro il 31 dicembre dell’anno che interessa (termine perentorio), apposita richiesta di applicazione dell'aliquota agevolata, che compete  a  condizione  che  il parente o l’affine che utilizza l’abitazione (comodatario) stabilisca in essa la propria residenza. Tale obbligo non compete qualora sia già stata presentata la documentazione necessaria negli anni precedenti, anche per l'applicazione delle agevolazioni ICI, e non siano intervenute variazioni, fatta salva la facoltà di procedere a verifiche d'ufficio.

Fabbricati inagibili/inabitabili

Per i fabbricati inagibili/inabitabili è prevista una riduzione della base imponibile dell'IMU presentando apposita richiesta

Scadenze IMU

I versamenti si effettuano in 2 rate con scadenza rispettivamente il 16 giugno e il 16 dicembre.

Il pagamento può avvenire esclusivamente tramite il modello F24.

Per il pagamento dell'IMU non viene inviata nessuna comunicazione o modulo a domicilio.

  • Stampa on-line del modello F24 PRECOMPILATO clicca qui
    Accedi alla banca dati presente nel gestionale dei Tributi mediante SPID o CNS / TS-CNS / CIE, per scaricare il mod. F24 precompilato.
    Si invita sempre alla verifica degli immobili risultanti dalla consultazione della posizione contributiva. La responsabilità del calcolo prodotto resta in capo al cittadino, l'utilizzo del calcolatore non esonera l'Ente dalle verifiche ed accertamenti di propria competenza.
  • Stampa on-line del modello F24 da compilare clicca qui 

Accedi all'applicativo Anutel per il calcolo on line dell'IMU e per la stampa del mod. F24 (occorre inserire i propri dati ed il valore catastale degli immobili)  

Stampati in bianco del modello F24 possono essere scaricati dal sito dell'Agenzia delle Entrate o ritirati presso le banche e gli uffici postali.

 

Servizi

Per presentare la pratica accedi al servizio che ti interessa

Puoi trovare questa pagina in

Aree tematiche: Casa Tasse
Sezioni: Tributi
Ultimo aggiornamento: 18/10/2021 09:13.56